La sensazione che mi porto dietro da tempo è proprio quella che ogni matrimonio finisce per essere diverso dall’altro. Perché in fondo nella magia di quel giorno ci sarà sempre qualcosa che lo renderà unico nel suo genere. Questo a mio modo è stato caratterizzato da una profonda e sincera emotività.

Per il fatidico si, Veronica e Nicola, hanno scelto l’incantevole cornice di Castelvecchio. L’aria profumava d’estate e dalla finestra della stanza della villa in cui si preparava Veronica si poteva scorgere il sacrario affollato d’invitati, il luogo della cerimonia, immerso nell’immenso parco verde che circonda la tenuta. Dalla terrazza, in fondo a uno spiraglio tra grovigli di rami e ospiti, si scorgeva la figura disinvolta di Nicola, in uno smoking scuro elegante, aleggiare tra parenti e amici. Un filo invisibile e misterioso che tesse le nostre vite, univa ancora una volta le due parti, cosi vicine eppure cosi lontane, nell’attesa del momento che stava per arrivare.

Ed eccola, finalmente, in lontananza, spuntare davanti ai suoi occhi, bella ed elegante, come non mai, in vestito bianco, accompagnata dall’altro uomo della sua vita, suo padre. Il suo passo era deciso, viso visibilmente commosso. A stento tratteneva le lacrime. In Nicola cercava e ha trovato sostegno, perché la tensione e l’emozione accumulata tutta in un colpo era tanta. Sicché a cerimonia conclusa, si è lasciata in un pianto di gioia liberatorio.

Solo in un secondo momento mi stavo accorgendo che si stava lasciando andare, perché il loro sogno si era avverato ed era pronta a vivere a pieno la festa con gli amici e parenti.

Viva gli sposi!

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